Anche loro cambiano

 
U Saracìngh anni '60

 

 

U Saracìngh anni 2000
Come potete ben osservare anche i Saraceni cambiano col tempo. In alto quello del Palio dei Normanni degli anni '60. Sguardo accigliato con occhi grandi e furenti, pronto a destare paura ai cavalieri di Placia* che di lì a poco lo colpiranno con "precisione assoluta" ma, allo stesso tempo, con la bocca aperta dallo stupore per tutto il clamore e la cagnara al campo Sant'Ippolito. In basso quello del Palio dei Normanni dei nostri giorni, non più col tipico turbante bensì con una specie di bandana gialla, tanto di moda negli ultimi vent'anni. Lo sguardo sembra ormai di un Saraceno rassegnato, consapevole del ruolo assegnatogli ogni anno, stesso giorno e stessa ora, sempre sotto il sole d'agosto, ma con gli occhi azzurri sfavillanti da far concorrenza e invidia al suo peggior nemico, il Conte Ruggero d'Altavilla in persona. I grossi e grandi baffi hanno lasciato il posto a un più accurato look con barbetta e pizzetto hollywoodiano, forse per la presenza di una bella gran dama della Val di Mazara che lui ben ha frequentato per oltre 300 anni, ma l'espressione è sempre d'incredulità, sbalordimento: perché tutti questi tamburi, trombe, trombette e tromboni ?! 
 
Gaetano Masuzzo/cronarmerina
 
*Vorrei ricordare ai miei concittadini che Placia è il più antico nome della nostra Città riscontrato in un diploma in latino del 1122. Il diploma è del conte Enrico Aleramico dove si legge di un testimone tal Gausonis de Placia. Invece quello di Plutia non ha alcun riscontro storico e non rientra neppure nei 22 appellativi che la nostra Città ha avuto dal 1122 al 1862, anno in cui si decise di chiamarla Piazza Armerina.

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