Qualche dubbio sugli ultimi organi In evidenza

Organo presente nella chiesa di Santo Stefano sino alla fine anni 50

In questi giorni il prof. Marco Incalcaterra mi ha inviato due foto relative agli organi di due nostre chiese. Una è quella dell’organo della chiesa di Santo Stefano (nella foto), smantellato perché in pessime condizioni alla fine degli anni Cinquanta quando era parroco padre Messina; l’altra è la pagina del Catalogo Regionale degli organi, redatto in accordo con le varie Soprintendenze negli anni 1992-1994, riguardante la scheda dell’organo della chiesa del Purgatorio. Le due foto, ovviamente, fanno sorgere dei dubbi più che legittimi sugli organi di cui ho parlato in questi giorni (A Piazza organi di Donato Del Piano e non solo, L'organo del Purgatorio a S. Stefano), uno su tutti è: “L’accordo intercorso il 16 ottobre 1754 a Piazza tra l’organaro Donato Del Piano e i rappresentanti della Confraternita delle Anime del Purgatorio, ospitata presso la locale chiesa di S. Stefano, ebbe come risultato la realizzazione dell’organo del Purgatorio o di quello di Santo Stefano?”. Di quest’ultimo non si ha, purtroppo, alcuna notizia né tecnica né dell’autore, mentre di quello del Purgatorio abbiamo quelle forniteci dal Catalogo su citato che riassumo <<Chiesa del Purgatorio, Epoca metà secolo XVIII, Autore anonimo siciliano,… Registri n. reg.: 7, elenco: Principale, Voce Umana, Secondo Principale, Ottava, Ripieno, Flautino + Bassi…>>. Come si vede, l’unica differenza che possiamo riscontrare con la descrizione fornitaci dal Pezzella per l’organo da realizzare nel 1754¹ sta nel numero dei Registri: 7 quelli nel Catalogo, 10 quelli nell’accordo tra il Del Piano e la Confraternita, nient’altro. Ma questo può bastare per affermare che l’organo della chiesa del Purgatorio, oggi restaurato e trasferito nella chiesa di Santo Stefano, di autore anonimo siciliano e di epoca metà sec. XVIII, non sia quello di Donato Del Piano che, invece, avrebbe potuto ricevere la commessa dalla Confraternita ospitata sì nella chiesa di S. Stefano, ma attiva anche nella chiesa del Purgatorio da cui prendeva il nome? O che l’organo del Del Piano fosse solo quello smantellato alla fine degli anni 50? O che fossero tutti e due opere del più grande organaro del XVIII secolo? Senza una scheda particolareggiata dell’organo smantellato non si potrà mai sapere, e i dubbi rimangono.

¹ <<Secondo questo documento l’organo doveva avere dieci registri (due principali, sei di ripieno, uno imitante la voce umana e un altro il suono del flauto)>>, Franco PEZZELLA, Donato Del Piano homo virtuosissimo di far organi e cimbali, Istituto di Studi Atellani, in F. MONTANARO Collana PAESI E UOMINI NEL TEMPO-35, 2016, alla nota 56 di p. 31: <<L. BUONO - G. P. DI STEFANO, Gli organi di Donato Del Piano attraverso le fonti archivistiche, in Donato Del Piano e l’organo dei Benedettini di Catania, a cura di L. Buono e G. P. Di Stefano, Guastalla 2012, p. 186, docc. 22>>. 

cronarmerina.it

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