Oggetto utile ma in disuso

 
U battàggh (battente o batacchio)
 
Quello nella foto è il cosidetto BATTENTE o BATACCHIO per le porte e veniva usato come l'odierno campanello elettrico. L'elettricità a Piazza vide la "luce" nel 1904 e per oltre un ventennio, per illuminare soprattutto le abitazioni circostanti, funzionò la centrale elettrica alimentata a nafta situata al secondo piano dell'ex Convento delle Carmelitane di Santa Rosalia poi pretura, oggi uffici comunali e, specie di notte, la centrale deliziò col rumore assordante (TUMP, TUMP) le abitazioni circostanti. Anche quando il servizio elettrico si estese oltre, i battenti a mano continuarono a essere usati per tanto tempo per farsi sentire da dentro le abitazioni. Considerando anche il fatto che prima non c'erano tutti i rumori del traffico stradale di oggi, il rintocco del batacchio, raramente uno e lieve, era ben percettibile dalle sensibili orecchie dei nostri avi, che solitamente rispondevano con estrema raffinatezza: CU È? O ancora più esplicitamente, dove si coglievano tutte le nostri origini franco-arabe: CU È DDÖCH? Ancora oggi u batàggh lo si trova nelle porte, portoni, portoncini del centro storico, usandolo raramente solo in caso di mancanza momentanea dell'elettricità e anche per non lasciarci il buco nella porta e per ornamento. Stavo dimenticando un altro congegno molto sofisticato "legato" all'apertura delle porte in assenza di elettricità: U F'RRÈTT CU LAZZU. Era presente nelle abitazioni a più piani e tirando u spàgu si alzava meccanicamente u f'rrètt che teneva chiusa la porta, ovviamente dopo aver atteso la risposta al cu è ddöch? Alla quale il più delle volte si riceveva la risposta "spiritosa", sempre derivante dalle nostre nobili origini: TO SÖRU
 
cronarmerina.it

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