La centrale elettrica

Nel 1904 a Piazza venne immessa l'illuminazione elettrica prodotta da una Centrale alimentata a nafta. Al II piano a dx dell'edificio nella foto, c'era la nostra centrale. Sì, proprio nella zona che noi chiamiamo comunemente Santa Rusulia e non a caso. Infatti, nel 1624, in ricordo del ritrovamento a Palermo del corpo della Santa, coincidente con la fine della peste che tante vittime aveva causato specie nel quartiere Canali, proprio in questo sito fu eretta la chiesa di S. Rosalia, a sx dove poi vi fu la palestra da p'scarìa, col rispettivo Convento di Carmelitane nella parte restante. La chiesa, in seguito, diverrà la sede della Confraternita e Sodalizio dei Notai e alla fine del '600 ospiterà il Ritiro delle Donne Converse, fondato nel 1553 dal padre di Laura de Assaro (moglie del barone Marco Trigona), Giovanni Francesco de Assaro. All'inizio del XX sec. la chiesa e il convento furono abbandonati, per dare posto alla Centrale Elettrica e al mercato ortofrutticolo. La Centrale all'inizio forniva solo la zona limitrofa e veniva messa in moto la sera e spenta al mattino. Il continuo rumore era molto fastidioso, e i miei nonni materni, che abitavano dietro nel cortile Minnella, me lo raccontavano. Però, quando poi fu tolta, tanti rimpiansero quella "compagnia sonora" della quale avevano fatto l'abitudine e si erano affezionati. Nel 1929 il servizio d'illuminazione passò dal Comune alla Società Generale Elettrica dei fratelli Pretifilippo e finalmente ci fu la luce 24 ore su 24. Questo fu il periodo dove ci lavoravano il padre del capo della squadra mobile di Palermo Boris Giuliano, i signori Francesco Lo Iacona, Di Martino e Rosario Grancagnolo, addetto alla manutenzione delle lampade stradali. Anni dopo divenne la sede prima della Pretura, poi della Facoltà di Scienze della Formazione-Operatori Turistici, della Scuola Media "L. Capuana" per finire ai nostri giorni dove, nel 2010, la sala riunioni è stata dedicata all'amico e funzionario del Comune Alfredo Chiara, scomparso prematuramente. Gaetano Masuzzo/cronarmerina

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