Clelia Carducci su "INCONTRI"/3

Clelia Carducci (1876-1950)
Una ulteriore ricerca mi ha consentito di apprendere altre notizie che meritano di essere ricordate: Clelia Carducci nacque a Monte San Giuliano (oggi Erice) il 13 dicembre 1876 e, morta a Piazza Armerina il 22 aprile 1950, fu sepolta nel locale cimitero. Figlia di Valfredo e di Argia Faleni, il 21 agosto 1905 sposò a Forlimpopoli il Dott. Salvatore Marino, nato a Piazza Armerina il 7 giugno 1869, e dopo il matrimonio i due coniugi fissarono la residenza in quest'ultimo Comune, dove Clelia si dedicò all'insegnamento, e il marito alla professione di medico chirurgo. Dalla loro unione nacque Letizia il 22 marzo 1909; fu anch'essa insegnante nell'Istituto "Francesco Crispi", e morì nubile il 2 marzo 1974. 
La presenza in Sicilia di appartenenti alla famiglia Carducci si ricava anche da altri documenti che esistono presso lo Stato Civile di Piazza Armerina. Valfredo Guido Carducci, figlio di Michele e Ildegonda Celli, era nato a Bolgheri nel 1838, e venne a Monte San Giuliano su segnalazione del fratello Giosuè. Studiò a Firenze, e nel 1859 interruppe gli studi per partecipare alla seconda guerra d'indipendenza; in seguito li riprese e li completò a Bologna. A Erice ebbe l'incarico di dirigere la Scuola Nazionale, e nel 1869 sposò la piemontese Argia Faleni, che insegnava nello stesso Istituto. Dalla loro unione nacquero quattro figli: Giosuè e Dante, morti in tenera età, e Clelia e Ildegonda. Quest'ultima, nata a Monte San Giuliano il 16 novembre 1871 si trasferì a Piazza Armerina, e vi morì, l'8 ottobre 1961. Alla radice di questa presenza in Sicilia dei detti parenti del poeta fu l'amicizia determinatasi a Bologna fra il celebre Giosuè e un tal professore Ugo Antonio Amico, proveniente da Monte San Giuliano; quando l'autore delle Odi barbare ottenne la docenza universitaria, fu sostituito proprio da Amico come insegnante di materie letterarie al Liceo Galvani della stessa città. Fra i due nacque un bel rapporto di reciproca stima, che continuò dopo che il professore Amico ottenne il trasferimento nella terra natìa. (tratto da F. Impallomeni, INCONTRI la Sicilia e l'altrove, 2013) (continua domani)
cronarmerina.it
 

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