Famiglia Torre

D'azzurro alla torre d'argento accostata da due leoni affrontati e controrampanti d'oro e sormontata da tre gigli d'oro posti in fascia. In capo un'aquila bicipite spiegata d'oro.
La famiglia Torre (alias de la Torre) originaria dalla Francia dal cognome La Tour (de la Turre), passa in Italia (diventando tra le più potenti con principi a Milano, cardinali, arcivescovi e patriarchi d'Aquileia) e poi in Sicilia alla fine del XIV secolo. A Plaza nel 1445 troviamo Marco de la Turri (alias de la Torre) che è Giurato testimone in atti amministrativi. Nel 1455 Bartolomeo de la Turri è avvocato della Magna Curia nella nostra Città. 1527 Francesco La Torre è notaio e Giurato che testimonia in atti amministrativi. 1540 ca. fra Tommaso La Torre, laico, da Caltagirone, fa parte dei Francescani Osservanti Riformati che ottengono il permesso di ritirarsi nel convento di S. Maria di Gesù, per condurre una vita da anacoreti. 1555 Giovanni La Torre è tra i firmatari dei "capitoli di la pachi"¹ tra la fazione della famiglia degli Aguglia (alla quale fa parte Giovanni Francesco Trigona e il figlio Marco) e quella dei de Assoro (famiglia della futura moglie di Marco, Laura) e Lo Bosco. Della nobile famiglia La Torre nella nostra Città, esiste un solo stemma posto su una colonna nel chiostro del convento del Carmine, per aver contribuito con aiuti finanziari al suo completamento nella seconda parte del XVI secolo.

¹ Questi capitoli furono chiamati anche "Capitoli di Pace" e risolsero, con l'interessamento diretto del vicerè don Giovanni de Vega e del Priore del Convento Carmelitano cittadino, una violenta contesa per interessi economici durata oltre 10 anni. I Capitoli furono firmati nella Chiesa Madre ancora in piena fase di rinnovamento e con il campanile senza gli ultimi due livelli.

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