Porte della Città/della Castellina

La porta della Castellina (Pr'tusg' a Cast'ddina)
Dopo qualche decennio dall'inizio della ricostruzione, Placia aumenta di popolazione e di estensione. Questa espansione fa nascere la necessità di avere qualche difesa per eventuali aggressioni nemiche. Così inizia la costruzione delle mura della Città che prevedono anche delle porte nei punti strategici, tenendo conto anche delle esigenze della popolazione. Così lungo i decenni e i secoli, a secondo della dimensione e dell'orientamento dei flussi abitativi, nascono diverse porte delle quali se ne conoscono almeno 7. La prima è quella "della Castellina" (in una vecchia pianta della Città del 1689 chiamata Porta Castellana) che nacque forse inaspettatamente (o che già esisteva e poi ampliata) in seguito a un avvenimento bellico. Siamo nel 1299, Platie, come viene chiamata in questo periodo, è assalita dalle truppe franco-angioine del duca Roberto I d'Angiò. Ma gli abitanti, aiutati da circa sessanta Cavalieri Templari e Ospedalieri di guarnigione in città, guidati da Palmerio Abate e Guglielmo Calcerando, attaccano i nemici sul piano del Patrisanto oggi Teatini (allora fuori le mura e a poca distanza dalla loro Commenda di S. Giovanni Battista), costringendoli a togliere l'assedio. Durante questo assedio i soldati francesi erano già riusciti a creare una breccia nelle mura a difesa del borgo sottostante il castello chiamato "Castrum Reginae". Da allora il borgo fu chiamato "borgo della Castellina" e la breccia fu usata come porta sul versante Nord della Città affacciato sulla vallata chiamata Valle Rocca.  
Gaetano Masuzzo/cronarmerina  

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