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A festa du sanastru

Chiesa di Santa Maria La Cava sede del Santuario dedicato a San Filippo Apostolo, Aidone (EN) Oggi tanti Piazzesi faranno il viaggio di pellegrinaggio a San Filippo Apostolo. Era tradizione, oggi un po' meno, portarsi in ricordo da Aidone 'na zagarèdda (nastro colorato) di cui ne vediamo 'ngiùmm (un mazzo) in primo piano nella foto. Il prof. Ignazio Nigrelli nel suo libro Piazza, l'ambiente naturale... del 1989 a p. 188 ci fa sapere che: << Il primo maggio, infatti, è consacrato a San Filippo Apostolo, patrono della vicina Aidone, ma…

1836 Turista le-Duc 2

Piazza a metà '800 Parte 2^: Che delusione! Dalla 1^ Parte <<Ma che delusione! Questa città così graziosa, così piacevole da lontano, così fresca e il cui soggiorno ci sembrava tra i più dolci, da vicino non ci offriva che orribili catapecchie sudicie e nere, delle capanne senza finestre, mal costruite, brutte, un paese polveroso e sterile, acqua putrida e fango dappertutto; quando si sono fatte otto leghe (36 Km. circa) sotto il sole e si ha sete e si avrebbe bisogno da qualche giorno di un buon letto e…

1836 Turista le-Duc 1

Nel 1836 il grande architetto francese Eugène Viollett-le-Duc (1814-1879) visita la Sicilia e ne scrive nelle sue "Lettres d'Italie 1836-1837 andressées à sa famille" pubblicate a Parigi nel 1971. Nel 1972 la casa editrice palermitana Sellerio le pubblica in italiano e il nostro compianto prof. Ignazio Nigrelli ne acquista una copia che presta a un amico per non rivederla più. Pertanto, amareggiato, è costretto a tradurre direttamente dal francese la parte riguardante la nostra Città, eccovela divisa in tre parti: Parte 1^: Speranzosi <<Dunque a Caltanissetta eravamo già stanchi e…

La viabilità in Sicilia fine '700

I muli, da sempre importanti mezzi di trasporto Il problema stradale venne esaminato dal Parlamento siciliano nel 1774 e nel 1778 venne varato un piano generale delle strade che aveva come scopo la costruzione di 5 strade consolari partenti tutte da Palermo, così da collegarla a Girgenti, Sciacca, Mazzara, Messina per la via delle montagne con un braccio per Catania; Messina per la via delle marine per un braccio per Catania; Piazza-Caltagirone-Noto con un braccio per Terranova e Licata; Modica con un braccio per Siracusa e Augusta. L'onere di tale…

1800 - Mezzi trasporto turisti e non

Il mezzo di trasporto più comune anche nell'Ottocento: la lettiga Anche nell'Ottocento il mezzo di trasporto più comune è la lettiga, eccovi le testimonianze di un inglese e di un francese che viaggiarono nella nostra Sicilia a metà dell'Ottocento. Per l'inglese H.C. Barlow (1806-1876) che effettua un viaggio in Sicilia nel 1843: "L'altro modo di viaggiare, meno faticoso del primo, ma non molto piacevole comunque, è la lettiga. La lettiga è una cassa di legno a forma del corpo di una carrozza e capace di contenere due persone poste l'una…

I media, due secoli fa

A Piazza come a Caltagirone Per avere un'idea di come scorreva la vita nei primi dell'Ottocento in un paese dell'interno come Piazza, ecco cosa scriveva di Caltagirone l'inglese, in Sicilia nel 1809, Thomas Wright Vaughan in una lettera allegata al suo "A View of the present State of Sicily" dove riportava la traduzione del "Giornale di viaggio fatto in Sicilia e particolarmente nella Contea di Modica nei mesi di maggio e giugno 1808" dell'economista siciliano Paolo Balsamo: "Alle due arrivai a Caltagirone, che è una grossa e bella città di…

1700 - Mezzi di trasporto turisti e non

Lettiga con muli Nel '700 si viaggiava così Nella parte finale riguardante la visita a Piazza, il francese Houël accenna al modo di viaggiare nella Sicilia di metà '700: "In una delle passeggiate che facevo spesso per fare delle osservazioni incontrai la principessa di Valguarnera che andava da Piazza a Palermo. Era in una lettiga, seguita da tre altre dove c'era la gente del seguito. Ogni lettiga era portata da due muli. Questa vettura, che può contenere comodamente due persone, è quella di cui si servono i Grandi di quest'isola.…

Viaggiare alla Romana

La via Appia Antica A proposito di viaggi di una volta, i Romani iniziarono a costruire strade per collegare le città del loro Impero sin dal III secolo a.C. Avevano imparato la tecnica dagli Etruschi ma la migliorarono riuscendo a tracciarle il più possibile in linea retta. In un primo momento servirono a far spostare le loro legioni più celermente, dopo anche per motivi commerciali, prendendo il nome dai Consoli che le promuovevono. Le truppe potevano percorrere 35-40 Km. in un giorno, ma i corrieri, che utilizzavano ottimi cavalli, arrivavano…

1776 Turista Houël/4

Il dipinto "Ruines de Gela" di Houël rappresentante i ruderi della Villa Romana Considerazioni del Prof. I. Nigrelli - 2^ e ultima parte "E' chiaro che certe cose le riferisce per sentito dire, non per averle viste, mentre quando scrive di ciò che ha visto personalmente non sbaglia, come quando scrive che l'antica Gelentium era attraversata dal fiume Giaccio (cioè fiume Giozzo, come si chiama la prima parte del fiume Gela più vicina alla città) e che essa distava da Piazza tre miglia, come aveva scritto Fazello e che è…

1776 Turista Houël/3

Houël (1735-1813) ritratto da F. A. Vincent nel 1772 Considerazioni del Prof. I. Nigrelli - 1^ parte La traduzione che ho riportato nelle prime parti è accompagnata dalle seguenti considerazioni del prof. Ignazio Nigrelli tratte sempre da "1999, Ignazio Nigrelli/Università Popolare del Tempo Libero Ignazio Nigrelli di Piazza Armerina" che è bene rileggere con molta attenzione: "Houel non era uno storico, né un archeologo, ma solo un appassionato di antichità che si aggiornava leggendo ciò che trovava scritto sulle località che visitava e certamente aveva letto Fazello, Cluverio, d'Orville e…
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